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Statuto dell'IC Riva 1

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Statuto dell'Istituto di scuola primaria e

secondaria di primo grado  Riva 1

 

Capo  I

Art.  1: 

Art.  2:

Art.  3:

Art.  4:

Finalità e criteri di organizzazione dell'Istituzione

Denominazione e logo dell'Istituzione scolastica 

Autonomia dell'Istituzione scolastica

Principi generali dell'Istituzione

Criteri di organizzazione

Capo II

Art.  5:

Art.  6:

Art.  7: 

La comunità scolastica

Gli studenti

Gli operatori dell’Istituzione scolastica

Le famiglie 

Capo  III

Art.  8:

Art.  9:

Art. 10:

Art. 11:

Art. 12:

Art. 13:

Art. 14:

Art. 15:

Organi dell'Istituzione autonoma

Organi dell'Istituzione

Il Consiglio dell'Istituzione

Il Dirigente dell'Istituzione

Il Collegio dei Docenti

Il Consiglio di Classe

Il Nucleo interno di valutazione

Il Revisore dei conti

La Consulta dei genitori

Capo IV

Art. 16:

Art. 17:

Art. 18:

Art. 19:

Art. 20:

Art. 21:

Strumenti di programmazione e organizzazione

Progetto d’Istituto 

Carta dei servizi

Regolamento interno

Regolamento sui diritti, doveri e mancanze disciplinari degli studenti

Diritti e doveri fondamentali degli studenti, mancanze disciplinari e relative sanzioni

Modalità di approvazione dei Regolamenti

Capo  V

Art. 22:

Strumenti di programmazione finanziaria

Bilancio di previsione e conto consuntivo

Capo VI

Art. 23:

Art. 24:

Partecipazione all'attività dell'Istituzione

Diritto di riunione e di assemblea 

Utilizzazione degli spazi in orario extrascolastico 

Capo VII

Art. 25:

Rapporti con il territorio

Progetti ed  iniziative 

Capo VIII

Art. 26: 

Norme finali

Approvazione, revisione e pubblicità  dello Statuto 

 

 

 

 

 

 

Capo I

 

 

 

Finalità e criteri di organizzazione dell'Istituzione

 

 

 

Art. 1

 

Denominazione e logo dell'Istituzione scolastica

1.

Questo è lo Statuto dell'Istituzione scolastica, denominata

"Istituto Comprensivo di scuola primaria e secondaria di primo grado Riva 1",

che ha sede in Riva del Garda.

2.

L'Istituzione è dotata di un logo che la rappresenta negli atti ufficiali, accanto a quello della Repubblica italiana e a quello della Provincia Autonoma di Trento, secondo l’immagine qui sotto riportata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Art. 2

 

Autonomia dell'Istituzione scolastica

1.

L'Istituzione scolastica "Istituto Comprensivo di scuola primaria e secondaria di primo grado  Riva 1" , di seguito indicata con il termine "Istituzione", è nell'ambito del sistema educativo provinciale un ente dotato di personalità giuridica e dell'autonomia sancita dall'art. 117, terzo comma, della Costituzione. La Legge Provinciale 7 agosto 2006, n. 5 (Legge provinciale sulla scuola) declina, sancendone i principi, l'autonomia in autonomia didattica, organizzativa, amministrativa e finanziaria,  di ricerca, di sperimentazione e sviluppo.

2.

L'Istituzione autonoma assume la persona come valore fondamentale per l'espletamento della propria attività formativa ed educativa e ne favorisce lo sviluppo in tutte le dimensioni.

3.

L'Istituzione provvede alla definizione e all'attuazione dell'offerta formativa garantendo e valorizzando la libertà di insegnamento, la professionalità dei docenti, il pluralismo culturale, la libertà di scelta delle famiglie e degli studenti nonché il dialogo con le comunità locali. 

 

 

 

Art. 3

 

Principi generali dell'Istituzione

1.

Nel rispetto di quanto previsto dalla normativa sull'ordinamento scolastico e formativo e  in particolare  dalla Legge Provinciale n. 5 del 2006, l'Istituzione si uniforma ai seguenti principi generali:

 

a)

centralità dello studente nell'azione educativa, finalità definita a partire dalla persona che apprende, facendo attenzione alle basi del percorso formativo, sapendo che comunque proseguirà in tutte le fasi successive  della vita adulta;

 

b)

garanzia e riconoscimento del diritto all'uguaglianza e alla libertà nel rispetto delle differenze di tutti e dell'identità di ciascuno tramite l'impegno dei docenti e in collaborazione e  integrazione con gli operatori del territorio,  impegnandosi a rimuovere gli ostacoli di qualsiasi natura;

 

c)

sviluppo di ogni singolo individuo in modo da promuovere contemporaneamente lo sviluppo delle altre persone, nell'ottica non solo di una convivenza civile con gli altri, ma  di creare  una  società solidale e in fieri alla cui creazione partecipa ogni cittadino;

 

d)

libertà di insegnamento in coerenza con  le scelte educative e formative che il Collegio dei Docenti  individua  nel rispetto del Progetto d'Istituto;

 

e)

costruzione di una collaborazione puntuale con le famiglie, partendo  dall'obiettivo comune di educare lo studente a fare scelte autonome, positive e indipendenti, grazie a un confronto continuo  tra le sue attitudini e le sue aspettative, le sue progettualità e i valori che sono alla base della sua famiglia e della Costituzione, e offerta di occasioni di  sviluppo della personalità in tutte le direzioni etiche, sociali, intellettive, affettive, operative e creative.

 

 

 

Art. 4

 

Criteri di organizzazione

1.

L'Istituzione provvede all'erogazione del servizio educativo nel rispetto dei seguenti criteri organizzativi:

 

a)

adeguatezza del progetto organizzativo e didattico rispetto alla funzione specifica dell'Istituzione nonché alle capacità e alle caratteristiche degli studenti, considerati anche nella loro dimensione evolutiva, alle attese delle famiglie, al contesto della più ampia comunità sociale locale, nazionale e internazionale con cui l'Istituzione interagisce;

 

b)

differenziazione dell'offerta formativa in relazione alle scelte educative dell'Istituzione e alle diverse capacità e caratteristiche degli studenti;

 

c)

partecipazione attiva e responsabile di tutte le componenti, in funzione del migliore raggiungimento degli obiettivi dell'Istituzione nell'ottica della più ampia condivisione del Progetto d’Istituto da parte di tutti coloro che, a diverso titolo, concorrono alla formazione;

 

d)

fattiva collaborazione tra le componenti interne nonché con le istituzioni, le espressioni culturali, economiche e sociali più significative del territorio, in un'ottica di condivisione del  progetto di sviluppo della comunità a cui l'Istituzione concorre con la formazione delle persone e del capitale umano lungo tutto l'arco della vita;

 

e)

programmazione dell'attività, in particolare di quella didattica e formativa, in modo da assicurare qualità e continuità al servizio educativo consentendo un utilizzo efficace, flessibile e razionale delle risorse disponibili;

 

f)

valutazione sistematica del servizio erogato, al fine di raggiungere e di implementare gli standard di qualità previsti dal Progetto d’Istituto e nell'ottica dell'apertura al confronto con la realtà provinciale, nazionale ed internazionale;

 

g)

informazione e comunicazione puntuale e completa sul servizio offerto, nella consapevolezza che tali modalità operative rappresentano un prerequisito fondamentale  per l'esercizio dei diritti da parte degli studenti e delle famiglie, per la partecipazione e il coinvolgimento più responsabili alla vita dell'Istituzione da parte di tutta la comunità;

 

h)

valorizzazione delle differenze di genere e realizzazione delle pari opportunità.

 

 

 

 

 

 

 

Capo II

 

 

 

La comunità scolastica

 

 

 

Art. 5

 

Gli studenti

1.

Ai sensi dell’art. 9 della Legge provinciale sulla scuola,

  1. a) gli studenti sono il soggetto primario cui l’Istituzione si rivolge all’interno del sistema educativo provinciale; 
  2. b) hanno diritto di accedere all’Istituzione scolastica, in condizioni di eguaglianza e secondo criteri di solidarietà sociale, gli studenti che, in conformità alle leggi vigenti, adempiono al diritto-dovere all’istruzione; 
  3. c) gli studenti si impegnano a fruire, in relazione alle capacità personali, delle opportunità di apprendimento offerte dal sistema educativo e contribuiscono a promuovere la crescita della comunità scolastica, partecipando all’organizzazione delle attività dell’Istituto. 

 

Art. 6

 

Gli operatori dell’Istituto

1.

Ai sensi dell’art. 10 della Legge provinciale sulla scuola:

il Dirigente, i docenti, il personale  amministrativo, tecnico ausiliario e assistente educatore che svolgono la propria attività  nell’Istituzione scolastica partecipano al sistema educativo provinciale secondo quanto previsto dalla Legge Provinciale 7 agosto 2006, n. 5 e nel rispetto dei contratti collettivi di lavoro; 

  1. a) il Dirigente e i docenti attuano il servizio educativo provinciale; a tal fine prestano la propria attività in funzione dei servizi attivati presso l’Istituzione e collaborano con gli organismi di valutazione e di ricerca, sia interni alle istituzioni scolastiche e formative, sia esterni, provinciali e nazionali; 
  2. b) la libertà d’insegnamento dei docenti si esplica in particolare nell’autonomia didattica nonché nella libertà di ricerca. La libertà  d’insegnamento, quale garanzia del pluralismo culturale e sociale, trova espressione in riferimento al diritto d’apprendimento e all’educazione da parte degli studenti, ed è finalizzata alla promozione e alla crescita della loro personalità, nel rispetto della dignità e della coscienza individuale, morale e civile; 
  3. c) il personale amministrativo, tecnico, ausiliario e assistente educatore concorre al funzionamento dell’Istituzione scolastica alle dipendenze funzionali del Dirigente e partecipa con i docenti all’attuazione del Progetto d’Istituto; 
  4. d) il personale assistente educatore collabora con il personale docente nella programmazione, organizzazione e realizzazione dell’attività educativa e di assistenza diretta agli studenti con bisogni educativi speciali, al fine di una loro piena partecipazione alle attività. 

2.

Ai sensi dell’art.95, comma 3,della Legge provinciale sulla scuola, ferme restando le attribuzioni e le responsabilità del Dirigente, presso l’Istituzione opera un responsabile amministrativo che costituisce la figura di riferimento per il coordinamento organizzativo dei  servizi amministrativi e contabili dell’Istituzione. 

 

 

Art. 7 

 

Le famiglie 

1.

Ai sensi dell’art. 11 della Legge provinciale sulla scuola, le famiglie degli studenti partecipano al sistema educativo in conformità ai principî costituzionali, secondo le disposizioni della Legge Provinciale 7 agosto 2006, n. 5  nonché ai sensi di quanto previsto dallo Statuto e dal Regolamento interno. A tal fine l’Istituzione assicura la partecipazione delle famiglie alla definizione della propria missione, degli obiettivi e degli strumenti d’azione nonché alla loro organizzazione e gestione, garantendo ai rappresentanti delle famiglie pari dignità all’interno degli organi della scuola, secondo i principi, i criteri e le modalità previsti dalla legge.  

 

 

Capo III

 

 

 

Organi dell'Istituzione autonoma

 

 

 

Art. 8

 

Organi dell'Istituzione

1.

Gli organi dell'Istituzione sono: 

 

a)

il Consiglio dell'Istituzione;

 

b)

il Dirigente dell'Istituzione;

 

c)

il Collegio dei Docenti;

 

d)

il Consiglio di Classe;

 

e)

il Nucleo interno di valutazione;

 

f)

il Revisore dei conti.

2.

Presso l'Istituzione è altresì istituita la Consulta dei genitori ai sensi dell'art. 29 della Legge Provinciale sulla scuola.

3.

Il Consiglio dell'Istituzione può altresì individuare e costituire altri organismi permanenti o temporanei, utili per l'organizzazione ottimale dell'Istituzione.

 

 

 

Art. 9

 

Il Consiglio dell'Istituzione

1.

Il Consiglio dell'Istituzione è composto da 21 membri, così suddivisi:

 

a)

il Dirigente dell'Istituzione;

 

b)

8 rappresentanti dei docenti;

 

c)

8 rappresentanti dei genitori;

 

d)

2 rappresentanti del personale amministrativo tecnico e ausiliario e assistente educatore;

 

e)

2 rappresentanti del territorio.

2.

Il Consiglio dell'Istituzione è regolarmente costituito a partire dall'elezione delle componenti elettive e le riunioni sono valide purché sia presente almeno la maggioranza del numero complessivo dei membri che lo compongono (11 su 21).

3.

Il Consiglio dell'Istituzione dura in carica 3 anni scolastici; esso resta in carica limitatamente allo svolgimento dell'attività di ordinaria amministrazione fino all'insediamento del nuovo Consiglio che deve effettuarsi entro sessanta giorni dalla scadenza, secondo quanto disposto dalla Legge  Provinciale 12 febbraio 1996, n. 3 (Disposizioni sulla proroga degli organi amministrativi).

4.

Tutti i membri del Consiglio dell'Istituzione restano in carica per la durata dell'organo, purché conservino i requisiti per l'elezione e la nomina.

5.

Il Dirigente dell'Istituzione fa parte di diritto del Consiglio dell'Istituzione. 

6.

I rappresentanti dei docenti, dei genitori e del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, e assistente educatore, sono membri eletti secondo i criteri e le modalità indicati nel Regolamento  provinciale previsto dall'articolo 22, comma 5 della Legge Provinciale sulla scuola.

7.

I rappresentanti del territorio sono designati, su richiesta dell'Istituzione, dal Comune di Riva del Garda e dal Comune di Nago-Torbole. Essi partecipano ai lavori del Consiglio senza diritto di voto.

8.

Il responsabile amministrativo dell'Istituzione partecipa alle riunioni del Consiglio in qualità di esperto delle questioni amministrative e con funzioni di segretario, senza diritto di voto; il responsabile amministrativo eletto rappresentante della propria componente fa parte del Consiglio con diritto di voto e svolge le funzioni di segretario.

9.

Il Presidente è eletto, nel corso della prima seduta, dal Consiglio dell'Istituzione a maggioranza dei suoi componenti, fra i membri della componente genitori.  Fino alla nomina del Presidente la seduta è presieduta dal Dirigente dell’Istituzione.

10.

Il Consiglio dell'Istituzione rappresenta l'organo di governo dell'Istituzione e ha compiti di indirizzo, programmazione e valutazione delle attività dell'Istituzione.  Nel rispetto delle funzioni e delle responsabilità degli altri organi dell'Istituzione e in particolare delle scelte didattiche definite dal Collegio dei Docenti, il Consiglio adotta tutti i provvedimenti ad esso attribuiti dalla legge e, in particolare,  approva:

 

a)

lo Statuto;

 

b)

il Regolamento interno;

 

c)

il Regolamento sui diritti, doveri e mancanze disciplinari degli studenti;

 

d)

gli indirizzi generali per l'attività, la gestione e l'amministrazione dell’Istituzione;

 

e)

il Progetto d’Istituto;

 

f)

la Carta dei servizi;

 

g)

il bilancio di previsione, previo esame del programma annuale di gestione, e il conto consuntivo;

 

h)

il calendario scolastico per gli aspetti di sua competenza;

 

i)

gli accordi di rete con altre istituzioni scolastiche e formative;

 

l)

le attività da svolgere in forma collaborativa con i comuni e le comunità;

 

m)

gli accordi di programma, le convenzioni e le intese con soggetti pubblici e  privati.

11.

Inoltre il Consiglio  dell'Istituzione:

 

a)

nomina il Revisore dei conti, secondo quanto disposto dall'art. 14;

 

b)

richiede pareri alla Consulta dei genitori e ai rappresentanti degli studenti in ordine alle attività ed ai servizi da realizzare o svolti dall'Istituzione, anche in relazione ad iniziative di formazione e coinvolgimento dei genitori;

 

c)

definisce i criteri e le modalità per la stipula di contratti di prestazione d'opera con esperti finanziati con risorse del bilancio dell'Istituzione.

 

 

 

Art. 10

 

Il Dirigente dell'Istituzione

1.

Fermo restando quanto stabilito dalla legge e dal contratto collettivo, il Dirigente dell'Istituzione assicura la gestione dell'Istituzione, ne ha la legale rappresentanza ed è responsabile dell'utilizzo e della gestione delle risorse finanziarie e strumentali, nonché dei risultati del servizio. Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali dell'Istituzione, spettano al Dirigente autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane; in particolare, il Dirigente organizza l'attività secondo criteri di efficienza ed è  titolare delle relazioni sindacali.

2.

Il Dirigente dell'Istituzione esercita le funzioni previste dalla legge e in particolare:

 

a)

cura le proposte di deliberazione da sottoporre all'approvazione del Consiglio dell'Istituzione e del Collegio dei Docenti;

 

b)

elabora il bilancio e il conto consuntivo, propone al Consiglio dell'Istituzione il programma annuale di gestione dell'Istituzione e lo informa dell'andamento della gestione stessa;

 

c)

promuove gli interventi per assicurare la qualità dei processi formativi e la collaborazione delle risorse culturali, professionali, sociali ed economiche del territorio;

 

d)

adotta i provvedimenti di gestione delle risorse, sulla base di quanto deliberato dal Consiglio dell'Istituzione e dal Collegio dei Docenti, e di gestione del personale nel rispetto di quanto previsto dalla legge e dai contratti di lavoro;

 

e)

adotta ogni altro atto relativo al funzionamento dell'Istituzione.

3.

Il Dirigente dell'Istituzione presiede il Collegio dei Docenti e i Consigli di Classe. 

4.

Nello svolgimento di funzioni o specifici compiti organizzativi e amministrativi all'interno dell'Istituzione il Dirigente si avvale della collaborazione di docenti dallo stesso individuati e concede l'esonero o il semiesonero dall'insegnamento secondo i casi, le condizioni, i criteri e le modalità nonché il numero massimo stabilito dalla Provincia, ai sensi della normativa vigente. Inoltre il Dirigente è coadiuvato dal responsabile amministrativo, il quale, con autonomia operativa, sovrintende ai servizi amministrativi e ai servizi generali dell'Istituzione, coordinando il relativo  personale nell'ambito delle direttive di massima impartite e degli obiettivi assegnati dal Dirigente.

5.

Il Dirigente presenta al Consiglio dell'Istituzione, annualmente ed ogni qualvolta il Consiglio lo richieda, una motivata relazione sulla direzione e sul coordinamento dell'attività formativa, organizzativa e amministrativa, al fine di garantire la  più ampia informazione ed un efficace raccordo per l'esercizio delle competenze degli organi  collegiali.

 

 

 

Art. 11

 

Il  Collegio  dei  Docenti

1.

Il Collegio dei Docenti è composto da tutti i docenti, a tempo indeterminato e a tempo determinato, in servizio nell'Istituzione.

2.

Il Collegio dei Docenti si insedia all'inizio di ciascun anno scolastico. Il Dirigente dell'Istituzione convoca e presiede in via ordinaria il Collegio dei Docenti; provvede altresì alla convocazione dello stesso in via straordinaria su richiesta motivata di almeno un terzo dei componenti.

3.

Nel rispetto dello Statuto e delle attribuzioni degli altri organi dell'Istituzione, il Collegio dei Docenti adotta un regolamento che definisce le modalità per il proprio funzionamento prevedendo tra  l'altro la possibilità di articolarsi in gruppi di lavoro, dipartimenti, commissioni e in altre forme di coordinamento interdisciplinare funzionali allo svolgimento dei propri compiti.

4.

Il Collegio dei Docenti ha compiti di programmazione, indirizzo e monitoraggio delle attività didattiche ed educative, in particolare per quanto attiene a:

 

a)

l'adeguamento dei piani di studio provinciali alle scelte educative definite dal Progetto d’Istituto in relazione al contesto socio-economico di riferimento;

 

b)

la programmazione generale dell'attività didattico-educativa, in coerenza con i criteri generali  per l'attività dell'Istituzione definiti dal Consiglio dell'Istituzione;

 

c)

l'elaborazione e la deliberazione della parte didattica del Progetto d'Istituto;

 

d)

le scelte da effettuare in materia di autonomia didattica, di ricerca, sperimentazione e sviluppo;

 

e)

la proposta di iniziative di formazione e di aggiornamento professionale dei docenti nel limite delle risorse disponibili.

5.

Il Collegio dei Docenti provvede altresì ad ogni eventuale altro compito rientrante nelle attività di programmazione di indirizzo e di monitoraggio delle attività didattiche ed educative ad esso attribuito dalla  normativa vigente.

6.

Il Collegio dei Docenti individua i docenti componenti il Nucleo interno di valutazione.

 

 

 

Art. 12

 

Il  Consiglio  di  Classe

1.

Il Consiglio di Classe è composto dal Dirigente dell’Istituzione, da tutti i docenti di ciascuna classe e dai rappresentanti dei genitori.

2.

Nella scuola primaria fanno parte del consiglio di classe n. 2  rappresentanti dei genitori; nella scuola secondaria di primo grado fanno parte del Consiglio di classe n. 4 rappresentanti dei  genitori.

3.

I genitori rappresentanti di classe sono eletti annualmente dalle rispettive componenti con le modalità stabilite dal Regolamento interno e comunque entro due mesi dall'inizio delle  lezioni; essi restano in carica per l'intera durata dell'anno scolastico.

4.

Possono essere chiamati a partecipare alle riunioni del Consiglio di Classe, in relazione alle specifiche tematiche, anche specialisti e le figure istituzionali di supporto agli studenti con bisogni educativi speciali.

5.

Il Consiglio di Classe è presieduto dal Dirigente dell'Istituzione, o da un docente suo delegato, anche al fine di garantire la coerenza della programmazione didattico-educativa della classe con quella definita dal Collegio dei Docenti, nonché il rispetto di criteri omogenei nella valutazione degli studenti.

6.

Il Consiglio di Classe definisce le attività della classe curricolari ed extracurricolari, tenendo conto della programmazione didattica ed educativa deliberata dal Collegio dei Docenti.

7.

Il Consiglio di Classe, con la sola presenza della componente docenti e del Dirigente dell’Istituzione, svolge l'attività di programmazione e coordinamento didattico e provvede alla valutazione in itinere degli studenti;  provvede altresì allo svolgimento delle operazioni necessarie per gli scrutini intermedi e finali.

8.

Il Consiglio di classe, con la  componente genitori, si riunisce secondo un calendario stabilito in sede di programmazione delle attività e comunque nel rispetto dei limiti fissati dal contratto collettivo provinciale di lavoro dei docenti.

9.

Il funzionamento del Consiglio di Classe è disciplinato dal Regolamento interno che in ogni caso  dovrà prevedere che,  per specifiche esigenze, i Consigli di Classe possano riunirsi oltre che in  riunione plenaria anche per gruppi, composti in modo orizzontale o verticale.

 

 

 

Art. 13

 

Nucleo interno di valutazione

1.

Il Nucleo interno di valutazione è istituito in osservanza delle disposizioni dettate dall'art. 27, comma 3, della Legge Provinciale sulla scuola  e dura  in carica 3 anni. Il numero complessivo  dei componenti è di 6, di cui 3 appartenenti alla componente docenti, 2 a quella dei genitori, 1 a quella del personale amministrativo tecnico ausiliario e assistente educatore.

2.

I membri della componente docenti sono designati dal Collegio dei Docenti, tenendo conto dell'esperienza e delle competenze nel settore della valutazione. Gli altri membri sono designati, sempre nel rispetto dei profili di competenza, rispettivamente dalla Consulta dei genitori e dal personale amministrativo, tecnico e ausiliario e assistente educatore riunito in assemblea.

3.

Tutti i membri del Nucleo restano in carica per un periodo coincidente con la durata dell'organo. In caso di perdita dei requisiti di nomina o di dimissioni, entro 15 giorni dalla comunicazione, la  componente competente provvede ad una nuova designazione, al fine di  garantire continuità  nell'attività di valutazione.

4.

La funzione di coordinamento del Nucleo interno di valutazione è affidata a un docente individuato dal Nucleo tra i suoi componenti.

5.

Il funzionamento del Nucleo è disciplinato con Regolamento interno previsto dall'art 18. Il Nucleo interno di valutazione ha il compito di valutare il raggiungimento degli obiettivi previsti dal  Progetto di Istituto, sulla base degli indirizzi generali individuati dal Consiglio dell'Istituzione, con  particolare riferimento ai processi e ai risultati che attengono all'ambito educativo e formativo, al fine di progettare le azioni di miglioramento della qualità del servizio.

6.

Per l'attività di valutazione, oltre agli indicatori forniti dal Comitato provinciale di valutazione, il Nucleo si avvale di ulteriori propri indicatori adeguati a monitorare e valutare gli aspetti specifici del Progetto di Istituto.

7.

Alla fine di ciascun anno scolastico il Nucleo elabora un rapporto annuale che è utilizzato dagli organi dell'Istituzione per aggiornare il Progetto di Istituto; il rapporto annuale è inoltre inviato al Comitato provinciale di valutazione e al Dipartimento della Provincia Autonoma di Trento competente in materia di istruzione.

 

 

 

Art. 14

 

Il Revisore dei conti

1.

Il Consiglio dell'Istituzione nomina il Revisore dei conti sulla base della proposta della Provincia disposta ai sensi dell'art. 26, comma 2, della Legge Provinciale sulla scuola. Il Revisore dei conti dura in carica circa tre anni solari e non è revocabile.

2.

Il Revisore dei conti effettua il riscontro della gestione finanziaria e patrimoniale dell'Istituzione e  garantisce la rispondenza della stessa a quanto previsto dall'art. 16 della Legge  Provinciale sulla scuola, al Regolamento di attuazione previsto dallo stesso articolo e alle norme di contabilità e  bilancio della Provincia Autonoma di Trento. A tal fine, prima dell'approvazione da parte del Consiglio dell'Istituzione, il Revisore dei conti esamina il bilancio annuale e pluriennale, il conto consuntivo  e gli atti connessi e provvede alla stesura di  relazioni accompagnatorie dei documenti di bilancio.

3.

Per lo svolgimento dei propri compiti il Revisore dei conti ha accesso agli atti e documenti dell'Istituzione e può compiere verifiche sull'andamento della gestione.

 

 

 

Art. 15

 

La Consulta dei genitori

1.

La Consulta dei genitori ha la funzione di promuovere, favorire e realizzare la partecipazione attiva e responsabile dei genitori alla vita dell'Istituzione. In particolare la Consulta dei genitori:

 

a)

assicura possibilità di confronto e scambio tra i genitori dell'Istituzione in relazione alle  problematiche educative e ai bisogni delle famiglie;

 

b)

favorisce la conoscenza delle opportunità offerte dall'Istituzione, ne discute e formula proposte di miglioramento e di attivazione di nuove iniziative agli organi competenti dell'Istituzione  stessa;

 

c)

esprime i pareri richiesti dal Dirigente dell'Istituzione, dal Consiglio dell'Istituzione, dal Collegio  dei Docenti e dal Nucleo interno di valutazione in ordine alle attività, ai progetti, ai servizi da  attivare o già svolti dall'Istituzione;

 

d)

promuove iniziative di formazione da rivolgere ai genitori.

2.

La Consulta dei genitori è composta da: 

 

a)

i rappresentanti dei genitori di ciascun Consiglio di Classe;

 

b)

i rappresentanti dei genitori nel Consiglio dell'Istituzione;

 

c)

un rappresentante di ognuna delle associazioni dei genitori riconosciute ai sensi  dell'art. 23.

3.

La Consulta è istituita annualmente con provvedimento del Dirigente dell'Istituzione, che provvede anche alla convocazione della prima riunione da tenersi entro un mese dalla data di costituzione. La Consulta elegge un presidente che costituisce il referente anche per il Dirigente dell'Istituzione.

4.

Il funzionamento della Consulta è disciplinato con il Regolamento interno.

5.

L'Istituzione mette a disposizione della Consulta dei genitori i locali e le risorse idonei, nonché il supporto organizzativo e strumentale necessari a garantire lo svolgimento dell'attività della stessa, in modo compatibile con l'attività scolastica.

 

 

 

Capo  IV

 

 

 

Strumenti di programmazione e organizzazione

 

 

Art. 16

 

Il Progetto d’Istituto

1.

Il Progetto d'Istituto è il documento che esplicita l'identità culturale e progettuale dell'Istituzione.  Esso tiene conto delle esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà  locale, degli indirizzi generali e programmatici del governo provinciale, nonché degli obiettivi generali propri dei diversi cicli scolastici.

2.

Il Progetto d'Istituto contiene, in particolare: 

 

a)

l'analisi del contesto sociale, economico e culturale al fine di individuare i bisogni formativi attuali e futuri,  anche in relazione agli adulti e agli sviluppi prevedibili della comunità;

 

b)

gli obiettivi educativi, culturali e formativi, attualizzati rispetto allo sviluppo della conoscenza  e ai bisogni individuati, anche con riguardo alla presenza di minoranze linguistiche;

 

c)

il quadro dell'offerta formativa curricolare;

 

d)

i progetti e le attività ricorrenti previsti ad integrazione del curricolo, al fine di offrire all'utenza il quadro completo dell'offerta;

 

e)

le scelte organizzative e i criteri di utilizzazione delle risorse in funzione dell'obiettivo del successo formativo con pari attenzione sia alle fasce deboli che alla valorizzazione dell'eccellenza;

 

f)

i criteri generali per l'integrazione degli studenti con bisogni educativi speciali e l'inserimento  degli studenti stranieri;

 

g)

i criteri generali per la formazione delle classi, l'orario delle lezioni, l'utilizzazione del personale dell' Istituzione;

 

h)

i criteri generali per la programmazione didattica e la valutazione degli studenti, nell'ottica di assicurare un servizio educativo omogeneo;

 

i)

I criteri generali per l'autoanalisi e la valutazione dei processi e dei risultati conseguiti  anche  al fine di fornire al Nucleo interno di valutazione linee guida per l'espletamento dell'attività;

 

l)

le modalità di effettivo coinvolgimento di studenti e genitori nella vita della scuola, oltre a  quelle già previste istituzionalmente;

 

m)

le finalità e le modalità per assicurare l'informazione, la comunicazione alle famiglie, in particolare per quanto attiene all'orientamento e alla valutazione degli studenti;

 

n)

gli obiettivi, i criteri e le modalità per l'integrazione e la collaborazione con le altre istituzioni scolastiche formative provinciali e gli altri soggetti istituzionali operanti nel territorio della comunità scolastica.

3.

Il Progetto d'Istituto è adottato dal Consiglio dell'Istituzione nel rispetto del presente Statuto.

4.

Alla elaborazione del Progetto d'Istituto partecipano tutte le componenti della comunità scolastica in un'ottica di condivisione e collaborazione, in coerenza con gli indirizzi generali indicati dal Consiglio dell'Istituzione. In particolare, ai sensi dell'articolo 24, comma 2, della Legge  Provinciale sulla scuola, il Collegio dei Docenti delibera la parte didattica del Progetto d'Istituto e la sottopone all'approvazione del Consiglio dell'Istituzione; tale approvazione avviene con l'adozione del Progetto d'Istituto stesso che prevede un procedimento che tenga conto delle proposte  della Consulta dei genitori.

5.

Al fine di promuovere la collaborazione e la condivisione sostanziale delle scelte progettuali, il Consiglio dell'Istituzione può acquisire inoltre le proposte dei soggetti del territorio che si  occupano di politiche formative secondo modalità che garantiscano la più alta partecipazione.

6.

Il Progetto d’Istituto, di durata massima di 5 anni, è approvato dal Consiglio dell'Istituzione a maggioranza dei suoi componenti entro la fine dell'anno scolastico in modo tale da  assicurare  la conoscenza da parte delle famiglie ai fini dell'iscrizione e l'applicazione  nell'anno scolastico successivo.  Il Progetto d’Istituto viene rivisto annualmente e, se necessario, aggiornato o modificato anche solo parzialmente.

7.

Il Progetto d’Istituto è pubblicato all'albo dell'Istruzione, consegnato alle famiglie all'atto dell'iscrizione e opportunamente diffuso anche attraverso l'utilizzo di mezzi elettronici.

 

 

 

Art. 17

 

Carta dei servizi

1.

Il Consiglio dell'Istituzione approva, entro 8 mesi dall'adozione del presente Statuto la Carta dei servizi dell'Istituzione quale documento che esplica i diritti dell'utente in relazione all'organizzazione  e all'erogazione dei servizi garantiti dall'Istituzione stessa e fornisce le  informazioni fondamentali in merito all'offerta formativa.

2.

La Carta dei servizi descrive in particolare i seguenti aspetti:

 

a)

i principi generali di organizzazione del servizio tra cui quelli di uguaglianza, imparzialità, accoglienza, partecipazione, efficienza e trasparenza;

 

b)

i percorsi di istruzione e formazione offerti dall'Istituzione;

 

c)

i servizi offerti agli studenti in relazione all'utilizzo di laboratori, biblioteca e strutture dell' Istituzione;

 

d)

i servizi offerti ai genitori per favorire una migliore collaborazione scuola-famiglia;

 

e)

i servizi amministrativi e relative procedure;

 

f)

i servizi garantiti in relazione alle strutture e alla sicurezza;

 

g)

le modalità e i tempi per l'informazione alle famiglie;

 

h)

le procedure per i reclami;

 

i)

i tempi di risposta all'utenza sia in relazione ai servizi richiesti sia in merito a quesiti, istanze, reclami.

3.

La Carta dei servizi è predisposta dal Consiglio dell'Istituzione che, in un’ottica di collaborazione  e condivisione, acquisisce il parere della Consulta dei genitori e del Collegio dei Docenti.

4.

La Carta dei servizi è resa pubblica con le seguenti modalità: consegna agli interessati, esposizione all'albo della scuola e sul sito internet dell'Istituzione.

 

 

 

Art. 18

 

Regolamento interno

1.

Il Regolamento interno disciplina gli aspetti organizzativi riguardanti il funzionamento dell'Istituzione  e dei relativi organi, con esclusione del Collegio dei Docenti.

2.

Il Regolamento disciplina in particolare i seguenti aspetti:

 

a)

gli orari dell'attività scolastica;

 

b)

le modalità di entrata e uscita degli studenti, assenze, ritardi, entrate e uscite fuori orario;

 

c)

i rapporti scuola-famiglia, in particolare per quanto attiene ai colloqui con i docenti e alle comunicazioni dirette dalla scuola alla famiglia;

 

d)

il funzionamento della biblioteca, delle palestre, delle aule speciali, dei laboratori e degli spazi comuni;

 

e)

il funzionamento degli uffici e le modalità di  accesso agli stessi da parte del  pubblico;

 

f)

i criteri e le modalità per lo svolgimento di attività didattiche esterne quali viaggi d’istruzione e  visite guidate, scambi e stage formativi;

 

g)

l'esercizio del diritto di riunione e di assemblea in relazione alle diverse componenti e all'erogazione del servizio educativo nonché i criteri e le modalità per lo svolgimento delle assemblee  dei genitori;

 

h)

i  criteri e le modalità per l'utilizzo  delle attrezzature  e dei sussidi didattici da parte degli studenti;

 

i)

il diritto di associazione, anche di ex studenti, e criteri per lo svolgimento di attività extra-scolastiche gestite dalle associazioni stesse;

 

l)

i criteri per il riconoscimento e per l'ammissione alla Consulta dei genitori di  rappresentanti di associazioni di genitori che facciano richiesta alla stessa.

3.

Il Regolamento interno,  inoltre, provvede a definire le modalità: 

 

a)

per l'individuazione del presidente dell'organo collegiale, qualora non stabilito dalla  normativa in vigore;

 

b)

di elezione delle rappresentanze elettive degli organi collegiali dell'Istituzione, qualora non stabilito dalla normativa in vigore;

 

c)

di convocazione e di svolgimento delle sedute, ivi comprese le modalità di verbalizzazione;

 

d)

di funzionamento della Consulta dei genitori e del Nucleo interno di valutazione;

 

e)

di elezione delle componenti elettive del Consiglio di Classe;

 

f)

di pubblicità degli atti.

 

 

 

Art. 19

 

Regolamento sui diritti, doveri e mancanze disciplinari degli studenti

1.

I diritti e i doveri degli studenti e il loro esercizio e rispetto rappresentano un valore pedagogico in sé e costituiscono un momento essenziale per la crescita personale, l'apprendimento delle regole fondamentali del vivere sociale e l'educazione alla cittadinanza attiva.

2.

Il Consiglio dell'Istituzione disciplina con regolamento i diritti e i doveri degli studenti, nonché i  comportamenti che configurano mancanze disciplinari, le relative sanzioni e gli organi competenti ad  irrogarle.

 

 

 

Art. 20

 

Diritti e doveri fondamentali degli studenti,  mancanze disciplinari e relative sanzioni

1.

Il Regolamento sui diritti, doveri e mancanze disciplinari degli studenti individua i diritti garantiti agli stessi, riconoscendo in ogni caso il diritto:

 

a)

ad un apprendimento attento al pieno sviluppo della personalità dello studente in tutte le sue dimensioni, idoneo a consentirne la prosecuzione degli studi, la capacità di apprendimento lungo tutto l'arco della vita, la partecipazione consapevole alla vita civile, economica e sociale della comunità;

 

b)

ad una formazione che tenga conto dell'identità dello studente, delle sue attitudini e inclinazioni, nell'ottica di un curricolo maggiormente centrato sullo studente e ai suoi bisogni;

 

c)

ad essere informato in merito alla vita della scuola, alle sue regole, alle opportunità offerte e in generale a tutto ciò per cui egli può avere interesse;

 

d)

alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola;

 

e)

ad una valutazione chiara e motivata che aiuti lo studente ad acquisire consapevolezza delle proprie potenzialità e dei propri limiti, al fine di migliorarne il rendimento scolastico e formativo;

 

f)

alla privacy e alla sicurezza.

2.

Il Regolamento sui diritti, doveri e mancanze disciplinari degli studenti individua altresì i fondamentali doveri per tutti gli studenti prevedendo in ogni caso il dovere:

 

a)

alla frequenza regolare delle lezioni e delle attività;

 

b)

ad un impegno regolare nello studio, al fine di poter fruire pienamente delle opportunità  formative offerte dall'Istituzione;

 

c)

al rispetto di tutte le persone che operano nell'Istituzione;

 

d)

al mantenimento di un comportamento corretto e coerente con i principi che informano la vita della comunità scolastica;

 

e)

ad osservare tutte le disposizioni organizzative previste dal Regolamento interno, con particolare riferimento a quelle per la sicurezza e per la tutela della salute, in tutte le situazioni,  ivi comprese tutte le attività che si svolgono all'esterno dell'Istituzione;

 

f)

ad utilizzare correttamente le strutture, i laboratori, i sussidi didattici e gli arredi e a comportarsi in modo da salvaguardare il patrimonio dell'Istituzione;

 

g)

a collaborare con tutto il personale dell'Istituzione per mantenere pulito e accogliente l'ambiente scolastico e formativo.

3.

Al fine di assicurare il rispetto dei doveri e il corretto svolgimento dei rapporti all'interno della comunità scolastica, il Regolamento individua i comportamenti che configurano mancanze disciplinari degli studenti, le relative sanzioni, gli organi competenti alla contestazione e all’ irrogazione e il procedimento relativo, nel rispetto dei seguenti principi generali:

 

a)

i provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono, attraverso la riflessione, al rafforzamento del senso di responsabilità e al ripristino di rapporti corretti all'interno della comunità scolastica;

 

b)

la responsabilità disciplinare è personale;

 

c)

in nessun caso può essere sanzionata la libera espressione di opinioni,  purché correttamente manifestate e non lesive della personalità degli altri soggetti;

 

d)

comportamento e profitto sono ambiti separati e pertanto i provvedimenti disciplinari non possono in alcun caso influire sulla valutazione del profitto.

4.

Il Regolamento individua le infrazioni e le relative sanzioni tenendo conto:

 

a)

del criterio di gradualità e proporzionalità della sanzione in relazione alla gravità dell'infrazione: a tal fine il Regolamento raggrupperà le infrazioni e le relative sanzioni per categorie generali, in ordine crescente di gravità;

 

b)

del criterio della temporaneità della sanzione,  che in ogni caso non potrà andare oltre la sospensione fino a 15 giorni dalla frequenza della scuola; è fatta salva la possibilità di derogare eventualmente a tale limite nel caso di condanne per reati penali o di pericolo reale per le persone che frequentano l'Istituzione;

 

c)

del criterio di gradualità in relazione al soggetto competente a disporre la sanzione partendo dal singolo docente, al Dirigente dell'Istituzione, al Consiglio di Classe, al Consiglio dell'Istituzione per le infrazioni più gravi; in ogni caso il provvedimento di allontanamento temporaneo dalla scuola è affidato esclusivamente alla decisione di un organo collegiale;

 

d)

dei seguenti criteri in ordine alla procedura,  cioè che allo studente va sempre data la possibilità di esporre le proprie ragioni prima di assumere decisioni e che le sanzioni disciplinari sono comunicate per iscritto alla famiglia.

5.

Nella scuola primaria, in considerazione dell'età degli studenti, al fine della irrogazione delle sanzioni si porrà particolare attenzione al carattere educativo, in modo da accompagnare lo sviluppo nel bambino  del rispetto delle regole della convivenza scolastica.

 

 

 

Art. 21

 

Modalità di approvazione dei Regolamenti

1.

Entro un anno dalla data di entrata in vigore dello Statuto il Consiglio dell'Istituzione approva, a maggioranza  dei suoi componenti, il Regolamento interno  e il Regolamento sui diritti, doveri e mancanze disciplinari degli studenti.

2.

Nella fase di elaborazione del Regolamento interno, al fine di pervenire ad una più ampia condivisione delle regole comuni dell'Istituzione, il Consiglio dell'Istituzione acquisisce le proposte  delle diverse componenti scolastiche attraverso il Collegio dei Docenti, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario e assistente educatore riunito in assemblea e  la Consulta dei genitori.

3.

Nella fase di elaborazione del Regolamento sui diritti, doveri e mancanze disciplinari degli studenti,  al fine di assicurare la più ampia condivisione delle regole comuni dell'Istituzione, il Consiglio  dell'Istituzione acquisisce le proposte del Collegio dei Docenti e della Consulta dei genitori.

 

 

Capo  V

 

 

 

Strumenti di programmazione finanziaria

 

 

 

Art. 22

 

Bilancio di previsione e conto consuntivo

1.

Nel limite delle risorse finanziarie disponibili,  il bilancio e il conto consuntivo costituiscono gli strumenti di programmazione finanziaria per la realizzazione delle attività dell'Istituzione e per  l'attuazione del Progetto d’Istituto.

2.

Il Consiglio dell'Istituzione approva annualmente il bilancio pluriennale, il bilancio annuale di previsione e il conto consuntivo entro i termini e nel rispetto delle norme di contabilità provinciali vigenti.

3.

Il Dirigente dell'Istituzione elabora la proposta di bilancio in coerenza con il Progetto d’Istituto, con gli atti di indirizzo generali del Consiglio dell'Istituzione e delle linee di indirizzo della Provincia  Autonoma di Trento. In questa fase, al fine di una maggiore condivisione delle scelte con i portatori di interesse, possono  essere attivate specifiche procedure di consultazione delle componenti scolastiche.

4.

Il conto consuntivo espone i dati relativi alla gestione finanziaria e patrimoniale, con una particolare  attenzione ai risultati ottenuti rispetto agli obiettivi contenuti nel bilancio di previsione.  La relazione allegata al conto consuntivo predisposta dal Dirigente dell'Istituzione si configura  come strumento di valutazione dei risultati raggiunti in relazione alle risorse impiegate. I risultati di tale relazione, in forma opportunamente semplificata, possono essere portati a conoscenza dei portatori di interesse nella prospettiva di un bilancio sociale.

 

 

 

Capo  VI

 

 

 

Partecipazione all'attività dell'Istituzione

 

 

 

Art. 23

 

Diritto di riunione e di assemblea

1.

L'Istituzione riconosce il diritto di riunione e di assemblea in quanto strumenti di partecipazione  alla vita dell'Istituzione.

2.

Al fine di favorire la partecipazione alla vita dell'Istituzione e riconoscendo che l'esperienza associativa può rappresentare un importante momento di partecipazione, l'Istituzione può riconoscere  le associazioni dei genitori  che rispettino quanto previsto dal comma 3.

3.

Il riconoscimento avviene con deliberazione del Consiglio dell'Istituzione previa valutazione delle finalità e dei principi statutari dell'associazione, che dovranno risultare coerenti con le finalità  dell'Istituzione, e tenuto conto della significatività del numero degli aderenti rispetto alle dimensioni dell'Istituzione nonché dell'impegno a rispettare tutte le norme previste dal Regolamento interno.

4.

L'Istituzione favorisce l'attività delle associazioni riconosciute, mettendo loro a disposizione spazi ed, eventualmente, altre risorse in relazione alle attività svolte dall'associazione e alle proprie disponibilità.

 

 

 

 

Art. 24

 

Utilizzazione degli spazi  in orario extrascolastico

1.

Fatte salve le esigenze prioritarie del servizio scolastico, l'Istituzione mette a disposizione, in orario extrascolastico, gli edifici, gli spazi, le palestre, gli impianti, i laboratori e le attrezzature didattiche per attività coerenti con la funzione della scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile, nonché per attività extrascolastiche e manifestazioni pubbliche di interesse collettivo.

2.

Al fine dell'applicazione del comma 1, nel rispetto dei criteri e delle modalità organizzative stabilite dalla Giunta provinciale ai sensi dell'art 108, comma 2 della Legge  Provinciale sulla scuola, l'Istituzione sottoscrive accordi con i Comuni o con l'ente territoriale di riferimento per definire le tipologie di attività, i criteri e le modalità organizzative, nonché l'eventuale onere a carico del  richiedente e le misure atte a salvaguardare il patrimonio dell'Istituzione. 

 

 

 

Capo  VII

 

 

Rapporti con il territorio

 

 

 

Art. 25

 

Progetti e iniziative

1.

L'Istituzione considera il confronto e la collaborazione con i soggetti rappresentativi del  territorio una risorsa fondamentale per il raggiungimento dei propri obiettivi istituzionali. Inoltre, a partire dal contesto locale fino a quello internazionale e nell'ottica di  una scuola che si colloca nel  mondo, l’Istituzione mira a sviluppare nello studente la consapevolezza della realtà, in relazione all'età e al  processo di maturazione.

2.

A tal fine l'Istituzione partecipa a progetti o iniziative in ambito locale,  provinciale, nazionale e internazionale sia aderendo a proposte esterne che promuovendone di propria iniziativa. In tale contesto rientra anche la costituzione a fini didattici di cooperative, di imprese simulate o altre organizzazioni simulate, funzionali all'attività didattica e coerenti con le finalità del Progetto d'Istituto;  in particolare l'Istituzione promuove e attua le seguenti azioni:

 

a)

instaura forme di confronto, cooperazione e collaborazione con gli altri soggetti pubblici e privati operanti sul territorio per l'aggiornamento periodico dei contenuti e degli indirizzi del Progetto di Istituto;

 

b)

partecipa a progetti di integrazione, collaborazione e scambio con altri soggetti in ambito  locale, nazionale ed  internazionale.

3.

L'Istituzione inoltre: 

 

a)

aderisce o promuove la costituzione di reti tra istituzioni scolastiche e formative  provinciali  nel rispetto di quanto stabilito dall'art. 19 della Legge Provinciale sulla scuola;

 

b)

attiva forme di collaborazione con le comunità  e i comuni nel cui territorio opera, nell'ambito  dei settori definiti dall'art. 20, comma 2, della Legge Provinciale sulla scuola;

c)

promuove o aderisce a protocolli d'intesa, convenzioni, contratti, accordi di programma con soggetti pubblici o privati per la realizzazione di progetti e attività coerenti con il Progetto d’Istituto e con le finalità dell'Istituzione secondo quanto previsto dall'art. 20, comma 3, della Legge Provinciale sulla scuola.

4.

Gli atti derivanti dall'applicazione del comma 3 contengono gli elementi previsti dalla normativa in vigore e in particolare definiscono gli obiettivi, i destinatari, i contenuti, le modalità d’attuazione, i tempi di realizzazione, le risorse professionali, strumentali e finanziarie a carico dei contraenti, i responsabili istituzionali e/o i referenti, ogni altro elemento utile alla completezza dell'informazione e alla valutazione dell'efficacia, qualora  prevista, da parte di competenti organi dell'Istituzione.

5.

La proposta di partecipazione alle iniziative e ai progetti può essere promossa da tutte le componenti della comunità scolastica.

6.

Il Dirigente dell'Istituzione provvede alla sottoscrizione degli atti sulla base delle deliberazioni assunte dal Consiglio dell'Istituzione ai sensi dell'art. 22, comma 2, della Legge  Provinciale sulla scuola.

7.

Per tutti i progetti attivati il Nucleo di valutazione interno provvede a valutare gli esiti sulla base di una relazione finale predisposta dal responsabile del progetto. 

 

 

 

Capo  VIII

 

 

 

Norme finali 

 

 

 

Art. 26

 

Approvazione, revisione e pubblicità  dello Statuto

1.

Secondo quanto previsto dall’art. 17 della Legge provinciale sulla scuola, lo Statuto è deliberato dal Consiglio dell'Istituzione con la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti. Con le stesse modalità sono adottate le modifiche allo Statuto stesso.

2.

In sede di prima approvazione, qualora non venga raggiunto il quorum previsto, è convocata una nuova seduta ogni 15 giorni, fino all'avvenuta approvazione.

3.

A seguito dell'approvazione lo Statuto è inviato alla Provincia che, ai sensi dell’art. 17 della Legge provinciale sulla scuola, può rinviarlo

all'Istituzione entro 45 giorni qualora riscontri motivi di

illegittimità o esprima osservazioni in relazione alla conformità dello Statuto agli atti provinciali di programmazione e di indirizzo.

In tal caso l'Istituzione provvede al conseguente adeguamento

adottando la medesima procedura prevista per l'approvazione. In ogni caso, decorso il termine dei 45 giorni, il Consiglio dell’Istituzione

approva in via definitiva lo Statuto.

4.

Lo Statuto è pubblicato all'albo dell'Istituzione e opportunamente diffuso anche attraverso l'utilizzo di mezzi  elettronici.